Commento al Vangelo di Matteo 16,24

“SE QUALCUNO VUOL VENIRE DIETRO A ME, RINNEGHI SÉ STESSO, PRENDA LA SUA CROCE E MI SEGUA”                                                                (Matteo 16,24)
Gesù con grande saggezza e sapienza parlava alle persone, e più volte ha confermato la sua autorità e autorevolezza con grandi miracoli. Tutto questo suscitava nelle persone gioia e la volontà di seguirlo. Gesù ben presto ha messo però in chiaro ciò che era necessario fare per poterlo seguire e disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Sono tre affermazioni che vanno comprese bene e messe in pratica in termini molto concreti. Questa semplice e importante norma di vita è quanto deve fare il Cristiano oggi, sia che scelga la strada della Consacrazione al Sacerdozio e la vita religiosa, ma anche se intende farsi una famiglia. Meditiamo insieme il significato delle tre condizioni che Gesù ha dato per tutti.
- “Rinneghi sé stesso“
Questa prima norma di vita sul momento può anche spaventare, ma quello che Gesù chiede è di avere il coraggio e la buona volontà di mettere Dio al primo posto. Se siamo sinceri, noi ci rendiamo conto che facilmente nei nostri pensieri e nelle nostre azioni, domina sempre il nostro io. Quello che dobbiamo fare è anteporre alle nostre idee e alle nostre decisioni due parole: “a Dio piacendo”, e la volontà di procedere nel nostro cammino sempre in obbedienza alla volontà di Dio, ma non come noi personalmente decidiamo di fare, senza verificare se questo va bene oppure no. In buona sostanza, si tratta di mettere in pratica la virtù dell’umiltà senza farsi giudici di noi stessi. Tutto questo non è facile, ma Gesù è ciò che esige da coloro che intendono affiancarsi al suo cammino.
- “Prenda la sua croce“
La vita non è facile per nessuno. Tutti abbiamo difficoltà da affrontare e, qualche volta, si tratta di situazioni veramente difficili e improvvise. Come persone adulte non dobbiamo lasciarci impaurire di fronte a certi eventi. Gesù ci esorta a prendere e vivere le nostre croci quotidiane con fede, con fiducia, senza tante agitazioni. Ci dicono i Santi che “Chi soffre non perde tempo”. È cosa buona certamente invocare l’aiuto del Signore quando la croce è grande e sembra quasi di non riuscire a portarla. Se al Signore ricorriamo con vera fede, il suo aiuto si avvertirà e troveremo un grande sollievo. Per chi crede, Gesù diventa lui il “cireneo” che si affianca a noi durante la salita del Calvario che stiamo vivendo.
- “E mi segua“
È Gesù il nostro vero maestro; è Lui la guida che dobbiamo seguire. La sua “Parola” è luce per il nostro cammino. Non possiamo camminare al buio senza un serio programma di vita. Ecco allora il richiamo per tutti: “Seguitemi”, ogni giorno siate obbedienti alla mia Parola; osservate i Comandamenti, fate il possibile per evitare il male e fare il bene. Se questo viene concretamente vissuto, allora la vita scorre con la gioia di non essere mai soli, ma sostenuti e incoraggiati dalla presenza di Gesù. Seguire Gesù non vuol dire avere sempre una vita facile, ma certamente una vita che scorre con serenità , anche nei momenti difficili.
Invochiamo Maria, la nostra mamma, perchè ci sostenga nel nostro cammino.
Commento al Vangelo di Matteo 16,16
“RISPOSE SIMON PIETRO: TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO Â DEL DIO VIVENTE” (Matteo 16,16)Â Â Â

Gesù un giorno ha chiesto ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” Una domanda che ebbe una risposta varia e incerta, ma che solo Pietro pronunciò con chiarezza: “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente”. Gesù ha visto nella parola di Pietro un segno dell’azione del Padre: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchè né carne, né sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli”. Gesù trova nella risposta di Pietro la conferma Divina della missione che avrebbe assunto nella sua vita e lo dice apertamente: “E io a te dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (v.18). Questa profezia di Gesù si è attuata e continua la sua attuazione nel tempo. Da sottolineare l’importanza del fatto che, nonostante le persecuzioni e gli ostacoli che la Chiesa ha subito e continua a subire anche nel nostro tempo, Gesù conferma: “Le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”. Queste parole vanno tenute in grande considerazione: sono di incoraggiamento per tutti coloro che temono una crisi fatale della Chiesa Cattolica.
- “Tu sei il Cristo“
Sempre, ma in modo particolare per ogni persona che si dichiara Cristiana, deve essere fermo e chiaro l’atto di fede che dobbiamo avere sulla persona di Gesù. Lui è il Cristo, e cioè Colui che il Padre ha consacrato per la missione speciale e straordinaria che doveva compiere: offrirsi vittima per la salvezza dell’umanità . Questa è la missione per la quale noi oggi siamo personalmente beneficati. Ci pensiamo veramente al dono che il Padre ci ha fatto, con la persona di Gesù? Dovemmo meditare ogni giorno sulla preziosità della Incarnazione del Verbo, sulla sua missione fino alla morte in Croce e poi sulla sua gloriosa Risurrezione.
Come Cristiani dovremmo metterci in ginocchio e ogni giorno ringraziare il Padre per avere fra noi e per noi, la persona di Gesù Cristo, salvatore dell’umanità .
- “il Figlio del Dio vivente“
Nelle parole di Pietro due sono le grandi verità rivelate: la prima è, come detto, la volontà del Padre di farci dono del Figlio per la salvezza dell’umanità e la seconda è la dichiarazione di Gesù in quanto “Figlio del Dio vivente”. Questa è la straordinaria verità : per la nostra salvezza Gesù, che è Dio, come il Padre e lo Spirito Santo, ha accettato con un atto di grande umiltà di unire alla sua natura Divina anche la natura umana. Gesù è Dio da sempre, ma nel tempo è ora anche veramente uomo. Di questo grande mistero della Incarnazione solo in Paradiso potremo averne una visione più ampia. Ora è cosa buona gioire e di cuore ringraziare poichè in forza di questo atto eroico del Verbo Incarnato, oggi abbiamo aperte le porte del Paradiso; se a causa delle nostre fragilità pecchiamo, è per tutti disponibile quel grande Sacramento che Gesù ha istituito e cioè: la Confessione. Come Cristiani, come membra della grande famiglia di Dio, viviamo con gioia la possibilità di poter attingere a quella fonte di Grazia che Gesù ha fatto scaturire per tutti coloro che a Lui si affidano e che lo seguono con obbedienza.
Maria, la nostra mamma, ci sostenga nel cammino di fede che stiamo facendo.
Commento al Vangelo di Matteo 15,25
“LA CANANEA SI AVVICINO’ E SI PROSTRO’ Â DINANZI A LUI, DICENDO: SIGNORE, AIUTAMI” Â Â Â (Matteo 15,25)

Grande è sempre stata la bontà e la misericordia di Gesù verso tutti. Un giorno una donna Cananea si è rivolta a Lui gridando: Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio” (v.22). Il titolo con il quale ha invocato Gesù, significa che già aveva avuto notizie della sua missione e dei miracoli che compiva; per questo essa ha riconosciuto in Lui una persona del tutto diversa dalle altre, e con coraggio “Si prostrò, dinanzi a Lui, dicendo: Signore aiutami”. La sua è stata una richiesta fatta con la certezza che Gesù potesse aiutarla. Sul momento Gesù non voleva ascoltarla: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini. È vero. disse la donna, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. La Cananea ha riconosciuto con umiltà la sua condizione di persona non appartenente al popolo di Dio, ma ugualmente ha rinnovato la sua fiducia in Gesù, e questa sua fede è valsa per essere esaudita. “Allora Gesù le replicò: Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri. Da quell’stante sua figlia fu guarita” (v.28). Questa è una delle testimonianze che quando ci rivolgiamo a Gesù con una fede sincera e carica di sofferenza, si arriva ad ottenere la grazia richiesta.
- È Gesù che salva  Â
Commovente deve essere stato il momento in cui la Cananea ha ottenuto da Gesù la liberazione di sua figlia dall’azione del demonio. Il suo atto di ringraziamento non è stato solamente espresso con qualche parola di convenienza, ma di una ulteriore conferma in lei che Gesù fosse veramente un salvatore. Questo è l’atto di fede che dovrebbe scaturire dal cuore di ogni Cristiano. Da mettere in evidenza la perseveranza e la certezza di questa donna nei confronti di Gesù. Essa non ha dubitato, anche nel momento in cui che si è sentita non ascoltata. La Cananea ha creduto che la persona di Gesù fosse così forte e così efficace da raggiungere e agire anche sulle persone lontane da Lui. Questo conferma che non è una appartenenza formale alla Chiesa che ci salva, ma la sincerità e la trasparenza del cuore, cioè la piena fiducia in Gesù ; è questo che ottiene la grazia.
- Fiducia sempre
Gesù è sempre con noi, lo ha detto chiaramente: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt.28,20). La Cananea ha incontrato Gesù, certamente dopo aver cercato con insistenza di poterlo incontrare. Noi , oggi, abbiamo la presenza di Gesù miracolosamente presente nell’Eucaristia, custodito nelle nostre Chiese. Se ci mettiamo davanti a Lui con vera fede, non mancherà la sua risposta alla nostra supplica. Importante è avere fiducia sempre, anche quando sembra che non ci esaudisca. I tempi e i modi di agire di Dio non sono come i nostri, quindi fiducia sempre! Gesù legge nei nostri cuori ciò che diciamo con la bocca. Se siamo sinceri e perseveranti non mancherà di farci dono della grazia che ci serve.
Maria ci aiuti a credere e sperare sempre nell’Amore che Gesù ha per noi.
Commento al Vangelo di Matteo 14,25
“SUL FINIRE DELLA NOTTE EGLI ANDO’ VERSO DI LORO CAMMINANDO SUL MARE” (Matteo 14,25)

Dopo il miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci, Gesù si è ritirato sul monte a pregare. Lui che ogni giorno era così impegnato nella sua missione, sempre ha trovato il tempo per momenti di preghiera e di intimità con il Padre e lo Spirito Santo. Questo è un grande esempio anche per noi,
che troppe volte ci giustifichiamo di non aver tempo per la preghiera. Quando sinceramente si vuole, il tempo si trova.
Un giorno gli Apostoli stavano attraversando il lago ed erano in difficoltà per il forte vento contrario; di sorpresa sul finire della notte, con stupore videro Gesù che camminava sull’acqua. “I Discepoli furono sconvolti e dissero: È un fantasma. Ma Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (v.27).
Particolarmente confortante fu questa affermazione di Gesù che ha confermato ai discepoli la sua presenza, anche se in una circostanza così fuori dell’ordinario. Gesù oggi ripete anche a noi: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Anche noi siamo in mezzo a tante difficoltà e abbiamo bisogno di prendere coscienza che non siamo soli, ma rassicurati della provvidenziale sua presenza.
Piena fiducia
Alla parola confortante di Gesù, Pietro ha voluto una conferma: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque” (v.28). Pietro non si è fidato della parola di Gesù e questa è stata una mancanza di fede, non ha creduto al valore, all’autorità , all’efficacia della Parola di Gesù. Alla richiesta di Pietro, Gesù ha risposto con una sola parola: “Vieni”, una parola, un comando che ha concesso a Pietro la capacità di scendere dalla barca e di camminare sulle acque senza affondare. Misterioso fu per lui stesso questo fenomeno fino a quando però, anziché fidarsi e obbedire alla parola di Gesù, si è lasciato prendere dalla paura del forte vento e da quel momento ha cominciato ad affondare. Questa è stata la conseguenza della sua mancanza di fede. Spaventato Pietro alzò il suo grido: “Signore, salvami, e subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?” (vv.30-31). Ecco cosa vuol dire avere o no fede. È naturale per tutti, quando siamo in un momento di pericolo, gridare, chiedere aiuto, ma in questa circostanza, Pietro aveva la Parola di Gesù che lo rassicurava. In questo caso è proprio mancata la fiducia nella persona di Gesù.
Saper ricominciare
Quello che è avvenuto per Pietro è facile che sia avvenuto o che avvenga anche per noi. Siamo persone limitate e fragili, per cui non c’è da meravigliarsi se a volte manchiamo di fiducia in Gesù. Nella vita quello che conta è avere l’umiltà e il coraggio di ricominciare. Se ci presentiamo a Gesù e con fiducia invochiamo il suo aiuto, Egli nella sua infinita misericordia tende anche a noi la sua mano e ci salva. Gesù ci vuole veramente bene e non si scandalizza della nostra povertà spirituale, quello che a noi chiede è di credere nella sua presenza che mai ci abbandona: “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt.28,20). Maria ci tenga per mano.
Commento al Vangelo di Matteo 14,17
“GLI RISPOSERO: QUI NON ABBIAMO ALTRO CHE CINQUE PANI E DUE PESCI. ED EGLI DISSE: PORTATEMELI QUI” (Matteo 14,17)

Dopo aver udito del martirio di Giovanni Battista, Gesù si ritirò nel deserto. La gente lo ha cercato e alla fine Gesù si è trovato davanti una grande folla. “Ebbe compassione e guarì i loro malati”. Fa riflettere l’attenzione e la sensibilità che Gesù ha manifestato verso quelle persone. Gesù ci ama veramente, siamo noi incapaci di comprendere quanto e come siamo amati. Gesù dopo aver predicato e donato la sua Parola a quelle persone, fu esortato dai suoi discepoli a congedare la folla, anche perchè molti abitavano lontano e sul posto non era possibile comprarsi da mangiare. Gesù è intervenuto compiendo un grande miracolo sui cinque pani e due pesci che gli avevano presentato, “Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla” (v.19). Miracolosamente quei cinque pani e due pesci, sono bastati per tutti e, come è scritto, quelli che ne mangiarono erano circa cinquemila uomini senza contare le donne e i bambini. Davanti a un evento così grande e concreto, è comprensibile la grande meraviglia e lo stupore dei presenti.
La fede
Ieri, oggi e sempre dobbiamo avere il coraggio di verificare quale è la nostra fede, fiducia in Gesù. Con umiltà prendiamo atto dei limiti che abbiamo; tante cose possiamo conoscere e fare, ma non tutto! Perchè allora di fronte a realtà che superano la nostra mente non ci arrendiamo? Gesù è Veramente presente in quell’Ostia Consacrata. Dio è nostro Padre e Lui è il Creatore del cielo della terra e di tutte le cose visibili e invisibili. Lo Spirito Santo continua la sua azione Pentecostale. Prendiamo coscienza di quello che siamo, in forza del Battesimo siamo veramente figli di Dio e con Maria la nostra cara mamma celeste. Non dimentichiamo la testimonianza di tanti Santi e Martiri che ci hanno preceduto e che ancora sono fra noi. Stiamo attenti a Satana che continua ad offuscare l’Amore che Gesù ha per ciascuno di noi. Quando ci troviamo di fronte a realtà soprannaturali che non sappiamo comprendere, è quello il momento di ripetere a noi stessi: non capisco, ma credo!
Riconoscenza e amore
Come persone, è importante prendere coscienza che Dio Creatore ci ha fatti a sua immagine e somiglianza. Gesù con la sua missione di Verbo Incarnato ci ha salvati ed ha riaperto le porte del Paradiso. Lo Spirito Santo continua nel tempo ad essere Luce per capire e Forza per fare. Come possiamo dimenticare questi interventi così reali e concreti che hanno segnato e ancora agiscono nel nostro Cammino? Ecco perchè dovremmo insieme esprimere tutta la nostra riconoscenza per il bene ricevuto. Non basta però un semplice atto di ringraziamento, ma esprimere con sincerità il nostro grazie con l’obbedienza ai Comandamenti e a tutto quello che il Vangelo ci dice. All’obbedienza è importante poi unire il proposto di impegnarsi nella carità ; in primo luogo amando il prossimo, perchè come dice San Giovanni: “Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv.4,20). Un amore non fatto di parole, ma confermato con azioni concrete.
Maria, la nostra mamma, ci aiuti ad essere persone obbedienti e caritatevoli.
Commento al Vangelo di Matteo 13,44
“IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN TESORO  NASCOSTO NEL CAMPO” (Matteo 13,44)

Gesù ha parlato del Regno dei cieli e lo ha paragonato a un “Tesoro nascosto in un campo”. Si tratta quindi di una realtà particolare e molto preziosa. Non è facile comprendere la consistenza di questo Tesoro, ma è significativo il fatto che quando “Un uomo lo trova, lo nasconde, poi va’ pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”. Questo vuol dire che tutto quello che fino a quel momento possedeva, non era nulla in confronto a quel tesoro. È una grazia da chiedere al Signore di poter arrivare a comprendere sempre più e sempre meglio questa preziosa realtà del Regno dei cieli.
- “Un uomo trova il tesoro“
Quando sinceramente si cerca la verità , se pur gradualmente, si arriva a qualche risultato. Quell’uomo ha cercato e ha trovato con grande sorpresa quello che neppure pensava. È importante per tutti cercare, attraverso le Sacre Scritture, di conoscere la Verità della vita e della storia che stiamo vivendo. È interessante quello che il Signore disse a Giosuè quando prese in consegna l’eredità di Mosè: “Non si allontani mai dalla tua bocca il libro di questa legge, meditalo giorno e notte” (Giosuè 1,8). Dovremmo farlo anche noi, almeno in una certa misura.
- È Gesù il tesoro nascosto
Un giorno Gesù chiese ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo? (Mt.16,13) Non fu facile la risposta per quei discepoli, ma per noi è ancora più difficile rispondere in modo adeguato. Gesù però nella sua bontà infinita in diverse occasioni si è presentato con immagini molto significative. Così quando disse: “Io sono il buon pastore” (G.10,14), oppure quando disse: “Io sono la vite, voi i tralci” (Gv.15,5); già queste due immagini se le meditiamo attentamente ci aiutano molto a comprendere quello che Gesù è per noi. Noi molte volte siamo superficiali. Questo è il nostro peccato. Non perdiamo tempo in cose secondarie, facciamo piuttosto tutto il possibile per mettere al centro della nostra vita la persona di Gesù. In merito a questo così scriveva San Paolo ai Filippesi: “Io ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo, mio Signore” (Fil.3,8). Nella sua grande missione San Paolo andava dicendo quanto fosse davvero preziosa la persona di Gesù, quanta ricchezza in Lui sussistssee, fino a dire nella sua Lettera agli Efesini: “A me è stata concessa questa grazia: Annunciare a tutte le genti le impenetrabili ricchezze di Cristo” (Ef.3,8). Gesù che ha arricchito Paolo perchè fosse in grado di compiere bene la sua missione, lui stesso però si dichiara: “L’ultimo di tutti i Santi”. Se lui è così, se lui che è Santo parla dicendo che le “Ricchezze di Cristo sono impenetrabili”, cosa possiamo dire noi che siamo così limitati? È Gesù quindi il prezioso tesoro che dobbiamo scoprire. Poiché non siamo però in grado di fare questo da soli, è necessario invocare lo Spirito Sato che ci illumini con la sua potente Luce. Non perdiamo tempo e cerchiamo di meditare molto su questo tesoro nascosto. Giorno per giorno facciamo il nostro piccolo passo e sperimenteremo gioia, amore e tanta pace.
Maria, la nostra cara mamma, ci accompagni e ci segua in questo cammino.
Commento al Vangelo di Matteo 13,39

“LA MIETITURA È LA FINE DEL MONDO E  I MIETITORI SONO GLI ANGELI” (Matteo 13,39)
Gesù parlava al popolo con molte parabole, ma non sempre era facile comprendere bene il vero significato. Questo avveniva anche per gli Apostoli, che con un po’ di coraggio poi chiedevano delle spiegazioni. Così è stato riguardo alla parabola della zizzania nel campo, che con bontà e pazienza Gesù ha poi spiegato in tutti i suoi particolari.
- La mietitura Â
Riguardo al passo della parabola che parla della “Mietitura”, Gesù ha detto che nei tempi e nei modi che soltanto Dio conosce, il mondo finirà e allora verranno gli Angeli a compiere la mietitura. Due sono le verità Gesù qui mette in evidenza: la prima è che la vita in questo mondo finirà . Poiché nessuno conosce il giorno in cui questo si compirà , si pone per tutti il dovere di essere sempre pronti, cioè di vivere in grazia di Dio, obbedienti ai Comandamenti che il Signore ci ha dato.
La seconda verità è che saranno degli Angeli a compiere questa mietitura. Gesù ha detto: “I suoi Angeli raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti” (vv.41-42). A questo punto Gesù conferma la verità dell’esistenza dell’‘inferno. Molti falsi profeti negano l’esistenza dell’infermo, ma in questo testo, come in altre citazioni del Vangelo, viene confermato che al momento del giudizio universale, chi ha vissuto bene, avrà il premio della vita eterna in Paradiso, ma chi ha sempre perseverato nel peccato, avrà la pena dell’inferno. Stiamo attenti a non lasciarci ingannare dalla voce di coloro che negano quello che Gesù apertamente ha confermato.
- Il coraggio della scelta        Â
Nel corso della vita terrena, più volte ci troviamo davanti a scelte che tutti possiamo compiere con la massima libertà , che viene sempre rispettata da Dio. Il coraggio che dobbiamo avere è di verificare quale sia il risultato di una scelta piuttosto che di un’altra. Se la scelta è giusta, genera amore gioia e pace.Quando invece una scelta non genera né amore, né gioia e tanto meno pace, allora bisogna avere il coraggio di cambiare strada, ed è doveroso farlo perchè al momento della mietitura non sarà più possibile alcuna conversione.
- Chi ha tempo non aspetti tempo.
Facilmente facciamo i nostri programmi, sicuri di portarli a termine, ma non sempre pensiamo al fatto che la vita terrena possa terminare da un momento all’altro. Non dobbiamo vivere con la paura del domani, ma neppure con la certezza che tutto possa continuare normalmente. Pensiamo di essere padroni della propria vita, mentre invece dovremmo avere coscienza che siamo chiamati a gestire bene il dono della vita fino al momento in cui verrà meno. Oggi con serenità cerchiamo di compiere bene il nostro dovere, ben sapendo che non siamo soli. Gesù ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt. 28,20). Prendiamo atto che con il Battesimo siamo membra di una famiglia – la Chiesa – che ha Gesù come capo e Dio come Padre. Quando preghiamo il Padre nostro, cerchiamo di meditare bene le parole che pronunciamo.
Ora chiediamo a Maria che ci guidi sempre nelle scelte che dobbiamo fare.
Commento al Vangelo di Matteo 13,22

“QUELLO SEMINATO TRA I ROVI È COLUI CHE ASCOLTA  LA PAROLA MA LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO E LA SEDUZIONE DELLA RICCHEZZA SOFFOCANO LA PAROLA  ED ESSA NON DA’ FRUTTO”       (Matteo 13,22)
Più volte Gesù ha parlato alle folle con parabole semplici e molto efficaci. Non sempre però gli stessi suoi discepoli sono stati in grado comprendere bene il vero significato; chiedevano a Gesù di essere aiutati e questo non è mai mancato. Riguardo al seme che cade fra i rovi, Gesù ha spiegato che riguarda coloro che “Ascoltano la parola, ma la preoccupazione per le cose del mondo e la seduzione della ricchezza, soffocano la parola ed essa non dà frutto” (v.22). Gesù mette in evidenza due gravi peccati: L’eccesiva preoccupazione per gli inevitabili problemi che abbiamo vivendo sulla terra e, in particolare, l’attaccamento al denaro.
- Un sano equilibrio   Â
La vita qui sulla terra non è facile per nessuno. Oltre alla mancanza di salute fisica, che comporta tanti atri problemi, viviamo in un mondo in cui l’egoismo di certe persone provoca grandi sofferenze. Purtroppo, manca una giusta attenzione alla vita spirituale; disobbedendo ai Comandamenti che il Signore ci ha dato, la vita si complica per sé stessi e per gli altri. Grave è il fatto delle famiglie che arrivano alla divisione, con pesanti conseguenze specialmente per i figli. A disturbare il cammino che stiamo facendo, oggi sono anche certi strumenti di comunicazione, televisione e cellulari, che non sempre mettono in luce la verità ; peggio ancora, propongono cose pornografiche. Per affrontare queste situazioni così pericolose, basterebbe un sano equilibrio e la forza di evitare l’evitabile.
- “la seduzione della ricchezza“
I beni che la terra produce bastano per rispondere a tutte le necessità che abbiamo. Il male che avviene è causato da coloro che sono così avidi di denaro, da ostacolare una giusta e adeguata distribuzione dei beni della terra. Gesù parla di “Seduzione della ricchezza”; non soltanto non considera e non aiuta le persone che sono in difficoltà , ma fanno dei loro beni un vero idolo. L’attaccamento al denaro diventa una realtà che impedisce di vedere le tante necessità dei poveri. A queste condizioni, la Parola di Dio non genera il frutto che potrebbe dare.
- Il nostro compito       Â
Non serve perdere tempo nel giudicare le persone che non si comportano bene; quello che giova da parte nostra è fare tutto il possibile affinchè la Parola di Dio trovi in noi terreno buono. Sono due le cose che dovremmo fare: evitare il male e fare il bene. Non basta evitare il male, ma è necessario compiere opere di carità , indispensabili alla nostra fede in modo che possa crescere e consolidarsi. Per raggiungere questo traguardo, invochiamo sempre lo Spirito Santo perchè ci conceda la luce necessaria per avere la forza di compiere con perseveranza i nostri doveri. Non deve mai mancare la preghiera alla nostra cara mamma del cielo, Maria Santissima. È una mamma che conosce bene la condizione dei suoi figli e quindi non mancherà di intervenire al momento giusto.
Commento al Vangelo di Matteo 11,28
VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI, E IO VI DARO’ Â RISTORO” (Matteo 11,28)Â

È un grande insegnamento anche per noi l’attenzione che Gesù ha dimostrato di avere per le tante persone che incontrava nella sua missione. Arrivavano a lui da più parti della Palestina e certamente non con mezzi di comunicazione come noi abbiamo oggi, ma con cammini lunghi e faticosi. Grande era l’attenzione di Gesù per i suoi discepoli che con fedeltà lo seguivano. Così, mentre indicava alle persone la strada per raggiungere la salvezza dell’anima, era anche attento ai tanti problemi della loro vita umana. Oltre alle azioni miracolose, anche con semplici parole Gesù aiutava ed esortava le persone dicendo: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro”. Gesù con la sua presenza e, sopratutto con il suo amore, rassicurava e sosteneva le fatiche di tutti.
- “Io vi ristorerò“
Quando siamo provati dalla stanchezza e da certi problemi della vita, un aiuto, una parola di conforto, è sempre una grazia; Gesù questo lo ha sempre fatto. La sua stessa presenza, oltre che alla sua parola, dava respiro alle persone in difficoltà , ai peccatori in particolare. Lui stesso un giorno disse: “No sono i sani che non hanno bisogno del medico, ma gli ammalati” (Lc. 5,31).Questa attenzione di Gesù per le persone in difficoltà dovrebbe essere per tutti un incoraggiamento a rivolgersi a Lui specialmente quando siamo feriti dal peccato. Sappiamo bene invece che il demonio fa di tutto per scoraggiare le persone dopo che sono cadute nel peccato per poi, con ogni mezzo, impedire di ricorrere al Sacramento della Confessione. Come Cristiani dobbiamo invece far sentire alle persone che incontriamo, quanto sia preziosa ed efficace l’esortazione di Gesù di ricorrere a Lui, con semplicità : “Venite a me, io vi ristorerò”, vi darò ciò di cui veramente avete bisogno per continuare il vostro cammino. Anche in questi casi però dobbiamo tenere presente che i doni che Gesù ci concede non arrivano sempre nei tempi e nei modi che noi vorremmo.
- La presenza di Gesù
Il primo ed efficace aiuto che Gesù concede alle persone che a Lui ricorrono è la sua presenza. Il miracolo Eucaristico che abbiamo davanti e cioè la reale presenza di Gesù in quell’Ostia Consacrata, dovrebbe generare in noi una grande gioia. Davvero Gesù ha reso possibile per noi l’impossibile umano. Così come siamo, ci possiamo avvicinare a Gesù non solo per una parola, per un saluto o per un abbraccio, ma Gesù stesso ci precede offrendoci la possibilità di ricevere il suo Corpo e il suo Sangue. Quando capiremo cosa vuol dire ricevere l’Eucaristia, sarà un momento così intenso da far cambiare tutta la vita. Proprio i Santi ci insegnano che quando ci avviciniamo a Gesù, quando ci mettiamo in Adorazione, Lui stesso ci precede con un atto di Amore tutto da comprendere. Se nell’Adorazione nasce in noi un atto di Amore, è perchè Lui per primo ci fa sentire quanto ci ami. “Credere per capire” diceva Sant’ Agostino. Se veramente crediamo nella Parola di Gesù, non mancherà la Grazia di avvertire nel nostro cuore l’amore che Gesù nutre per noi. Maria ci aiuti ad avere piena fiducia nella Parola di suo figlio Gesù.
Commento al Vangelo di Matteo 10,42
“CHI AVRA’ DATO DA BERE ANCHE UN SOLO BICCHIERE D’ACQUA FRESCA A UNO DI QUESTI PICCOLI PERCHE’ E’ UN DISCEPOLO, IN VERITA’ IO VI DICO: NON PERDERA’ LA SUA RICOMPENSA” (Matteo 10,42)

Fra le verità che Gesù ci ha fatto conoscere, ha parlato anche della Divina provvidenza, che interviene non solo in alcune grandi circostanze, ma anche in situazioni di minimo conto. Viene infatti affermato che: “Anche un solo bicchiere d’acqua fresca…non perderà la sua ricompensa”.
Questo deve portarci a credere che ogni buona azione, ogni atto di carità , ogni servizio fatto al prossimo con retta intenzione, viene ricompensato da Dio. Noi non sappiamo il come e quando avvenga la ricompensa, ma dobbiamo avere fiducia, perchè la parola di Gesù sempre ha il suo pieno compimento.
- Perseveranza
“I segreti di Dio nessuno mai li ha potuti riconoscere” (1Cor. 2,11) Noi siamo piccole creature di Dio, fatte a sua immagine e somiglianza, certamente amate più di quanto siamo in grado di pensare, ma pur sempre limitate nella capacità che abbiamo di conoscere tutta la verità di ciò che esiste, e ancora di più per quanto riguarda i pensieri e i segreti di Dio. Proprio per questo siamo esortati ad avere sempre fiducia in tutto quello che Dio ha fatto e continua a fare nel tempo. Così, quando chiediamo una Grazia, non solo dobbiamo saper accettare i tempi di Dio, ma anche se non arriva, non dobbiamo perdere la fiducia, vuol dire che va bene così per noi, almeno per il momento. A volte può essere diversa la grazia che ci concede. Solo Dio conosce ciò che giova per il nostro bene.
- La vita che ci attende      Â
Il Signore assicura la ricompensa su tutto ciò che faremo di bene nel corso della vita terrena, fino al giorno in cui verrà la finale resa dei conti e allora speriamo che per tutti la ricompensa sia il Paradiso. Ora, però, mentre siamo qui sulla terra quel che non ho fatto lo posso ancora ricuperare; nel giudizio ultimo lo stato di vita non potrà più essere cambiato. Coscienti della realtà che ci attende, non dobbiamo perdere tempo non rimandando a domani il bene che oggi possiamo fare.
Non tutti siamo chiamati a delle grandi opere, ma sapendo che anche in solo bicchiere d’acqua trova la sua ricompensa, non dobbiamo trascurare di compiere anche piccole occasioni che la vita ci offre.
- La scelta di vita
Più volte nella vita ci troviamo a fare delle scelte; una delle più importanti è quella vocazionale e cioè decidere per il Sacramento del matrimonio oppure per il cammino verso il Sacerdozio e la vita religiosa. Nel corso della vita molte sono le occasioni in cui dobbiamo prendere delle decisioni di minore importanza, ma pur sempre con un grande valore spirituale. È in queste se pur piccole occasioni che dovemmo avere il coraggio di scegliere strade che comportano un certo sacrificio. Sono i piccoli sacrifici, le piccole rinunce che fanno crescere nella vita spirituale e che certamente trovano la piena ricompensa da parte del Signore. Con serenità accettiamo di compiere ogni sacrifico, ben sapendo che gioverà alla crescita della nostra vita spirituale. Maria ci aiuti ad avere sempre speranza in ciò che ci attende.
