Commento al Vangelo di Matteo 21,32
“GIOVANNI INFATTI VENNE A VOI SULLA VIA DELLA GIUSTIZIA E NON GLI AVETE CREDUTO” (Matteo 21,32)

La missione che il Signore ha affidato a Giovanni Battista è stata di grande rilievo. Con la parola e con la sua vita vissuta nel deserto, in preghiera e penitenza, ha fatto
conoscere il prezioso tempo in cui Gesù, Verbo Incarnato, stava per iniziare la sua grande opera di Salvezza. Molte erano le persone che Giovanni incontrava sul fiume Giordano e con l’immersione in quell’acqua dava loro un Battesimo di conversione, come preparazione al Battesimo che Gesù avrebbe dato a tutti nello Spirito Santo.
- Una parola forte
Chiara e forte è stata la predicazione del Battista. Severo era il richiamo verso tutti coloro che si presentavano a lui senza una sincera disposizione alla conversione.
Molti Scribi e Farisei, infatti, erano soltanto incuriositi della sua predicazione, ma non credevano nella sua speciale missione, a differenza delle persone semplici, che da lui ricevevano un vero sostegno spirituale e si convertivano; “Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti” (v.32). E’ ciò che può avvenire anche per noi oggi se non facciamo il possibile per mettere in pratica la parola ricevuta, con l’impegno di evitare il male e fare il bene.
- Un preciso riferimento
Nel corso della vita è possibile avere momenti in cui nonsi comprende bene quale è la strada che dobbiamo percorrere per raggiungere la meta che ci attende. La cosa importante è non fermarsi a forme di entusiasmo, ma essere perseveranti nel mettere in pratica l’insegnamento ricevuto. Quello che Giovanni Battista esigeva e riteneva della massima importanza, era fare tutto il possibile per liberare il cuore dal peccato e accogliere con fede la presenza di Gesù. Forte e chiaro è sempre stato il suo invito a conoscere meglio Gesù. Un giorno: “Vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo” (Gv.1,29). Quale coscienza abbiamo dell’Agnello di Dio? Importante è quello che San Paolo ha scritto nella Lettera ai Filippesi: “Tutto considero una perdita di fronte alla suprema conoscenza di Cristo Gesù. (Fil.3,8). Questo è ciò che manca a noi. Troppo facilmente ci accontentiamo di una qualche conoscenza di Gesù. Lui è davvero un “Tesoro nascosto” pertanto chiediamo con umiltà al Padre che ci conceda “Lo spirito di sapienza e di rivelazione per conosce meglio Gesù, e illumini gli occhi del nostro cuore, così da comprendere a quale speranza ci apre la sua chiamata” (Ef.3.18). Questa è una grazia da chiedere ogni giorno e con insistenza, perchè nella vita, o abbiamo come riferimento la persona di Gesù, con tutta la ricchezza spirituale del suo essere, oppure affoghiamo nei mille problemi della vita terrena. Dovremmo sempre aver presente le parole di San Paolo: “Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Fil.4,13), questo vuol dire che nelle difficoltà della vita, nei momenti in cui avvertiamo particolarmente pesante la Croce che stiamo portando, un vero
aiuto lo possiamo trovare se con sincerità ci rivolgiamo a Gesù.
Maria, la nostra cara mamma, ci tenga per mano nei momenti difficili della vita.
