Commento al Vangelo di Matteo 18,23
“IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN RE CHE VOLLE REGOLARE I CONTI CON I SUOI SERVI” (Mt.18,23)

Gesù più volte ha parlato del Regno dei cieli e lo ha presentato con immagini che lo descrivono come realtà che nasce in piccola misura, nel silenzio, ma che poi cresce sempre di più. La nota interessante è che con autorità un giorno, parlando della sua Chiesa, che è poi il suo Regno, ha detto che “Mai le forze dell’inferno prevarranno contro di essa” (Mt.16,18). Una Chiesa, una Famiglia, un Regno forte che resisterà contro ogni persecuzione.
- Una verifica
Parlando del Regno dei cieli, di cui Gesù è il primo responsabile, mette in evidenza che nel corso della storia, come Re farà delle verifiche sul comportamento dei singoli membri. Venne appunto il momento della verifica con un tale che aveva un debito di “diecimila talenti”. Era suo dovere pagare il debito; diversamente, sarebbe stato messo in prigione sia lui che la sua famiglia; il tale supplicò il suo creditore dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. La sua supplica fu accettata e il debitore tornò libero. Questo conferma che se ci presentiamo davanti al Signore con vera contrizione e con la volontà di riparare al male fatto, la Misericordia di Dio ci condona ogni nostro debito.
- “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori“
Gesù con questa parabola, mette in evidenza il dovere che abbiamo, quando veniamo perdonati dai nostri peccati; dobbiamo fare altrettanto con le persone che hanno debiti noi nostri confronti. Questo brano del Vangelo parla di un tale che non ha perdonato a sua volta: “Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni che gli doveva cento denari. Lo ha preso e lo voleva soffocare” (28). Nonostante lo avesse supplicato e avesse garantito la giusta restituzione, “Lo fece gettare in prigione”. Il fatto fu riportato a chi aveva avuto misericordia di lui il quale disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito…non dovevi anche tu avere pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? Sdegnato lo fece mettere in prigione finché non avesse restituito tutto il debito. La conclusione è Gesù stesso che la dice: “Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore ciascuno il proprio fratello” (35). Quindi se vogliamo essere perdonati dai nostri peccati, è doveroso perdonare anche noi.
- La forza del perdono
Non è cosa facile avere la forza di perdonare chi ci ha fatto veramente del male. Non basta quindi la buona volontà per arrivare al perdono. Tutti abbiamo bisogno di chiedere aiuto allo Spirito Santo per arrivare a perdonare di cuore, non solo un semplice atto formale, ma un atto che sia allo stesso tempo un atto d’Amore.
Per arrivare al perdono fatto con il cuore, è indispensabile un tempo di preghiera e di vera umiltà. È una grazia saper perdonare. Non tutti arrivano a questo. Non dobbiamo guardare gli altri, ciò che è importante è che diventi norma di vita per noi che siamo Cristiani. Se abbiamo la grazia di arrivare al perdono cristiano, sperimenteremo noi stessi nel nostro cuore, tanta serenità e vera pace.
Maria ci renda capaci di essere persone in grado di perdonare con il cuore.
