Commento al Vangelo di Matteo 18,18
“IN VERITA’ IO VI DICO: TUTTO QUELLO CHE LEGHERETE SULLA TERRA SARA’ LEGATO IN CIELO, E TUTTO QUELLOCHE SCIOGLIERETE SULLA TERRA SARA’ SCIOLTO IN CIELO” (Matteo 18,18)

Il Sacramento della Confessione che Gesù ha istituito quando è apparso Risorto agli Apostoli nel Cenacolo, lo aveva già preannunciato tempo prima parlando in merito alla necessità di perdonare il fratello che ha peccato. In quella occasione disse agli Apostoli: “Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo”. Gesù conosceva bene la nostra fragilità e quindi la possibilità di cadere nel peccato: Ecco allora che nella sua infinita bontà e misericordia, Egli ha voluto offrirci la possibilità di ricominciare il cammino interrotto con il peccato Istituendo il Sacramento della Riconciliazione. Questo è un grande atto di amore.
- Un mandato di grande responsabilità
Il Sacerdote, in forza dell’Ordine Sacro, riceve il delicato e impegnativo mandato di assolvere oppure no il penitente dai suoi peccati. È un compito molto difficile, che solo con un particolare aiuto dello Spirito Santo si può compiere bene. Quello che si richiede al penitente, è che sia non solo vero nella esposizione dei suoi peccati, ma che in lui si avverta una sincera contrizione del male fatto. Il Sacerdote a sua volta deve valutare se ci sono tutte le condizioni per dare la richiesta assoluzione. Questi sono due compiti che richiedono da ambo le parti: saggezza, grande senso di responsabilità e tutto il tempo necessario per una giusta valutazione dei fatti.
- Nella persona di Gesù
Il Sacramento della Riconciliazione, oltre a liberare il pentente da ogni suo peccato, mette il Sacerdote confessore in una condizione spirituale molto particolare e cioè quando assolve lo fa “In persona Cristi” che vuol dire che in quel momento è Gesù stesso che agisce. È certamente un privilegio che Gesù concede al Confessore, ma va considerata anche una grande grazia da parte del penitente che riceve il perdono direttamente da Gesù che parla per bocca e nella persona del Sacerdote. Si entra in una comunione, in una sintonia che va molto al di là di un semplice dialogo, si parla direttamente con Gesù. Ma noi, abbiamo coscienza di questa realtà spirituale che il Sacramento comporta?
- È il sangue di Gesù che ci purifica
Il confessore e il penitente devono avere piena coscienza che il Sacramento della Riconciliazione ci ottiene il perdono dei peccati in forza del Sangue che Gesù ha versato per noi. La formula che il Sacerdote pronuncia durante la Messa per la consacrazione del vino dice: “Questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati“. Penso che un po’ tutti dovremmo fare un serio esame di coscienza per verificare se quello che avviene nella Celebrazione della Riconciliazione è vissuto con fede. E’ un Sacramento che dovrebbe far nascere in noi tanta gioia, proprio per il fatto di essere liberati concretamente da ogni nostra responsabilità morale. Ogni persona, beneficata da questo Sacramento sappia esprimere la propria riconoscenza a Gesù che proprio con il suo preziosissimo Sangue ci libera dal peccato.
Maria ci renda coscienti del prezioso dono che riceviamo con questo Sacramento.
