Commento al Vangelo di Matteo 14,25
“SUL FINIRE DELLA NOTTE EGLI ANDO’ VERSO DI LORO CAMMINANDO SUL MARE” (Matteo 14,25)

Dopo il miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci, Gesù si è ritirato sul monte a pregare. Lui che ogni giorno era così impegnato nella sua missione, sempre ha trovato il tempo per momenti di preghiera e di intimità con il Padre e lo Spirito Santo. Questo è un grande esempio anche per noi,
che troppe volte ci giustifichiamo di non aver tempo per la preghiera. Quando sinceramente si vuole, il tempo si trova.
Un giorno gli Apostoli stavano attraversando il lago ed erano in difficoltà per il forte vento contrario; di sorpresa sul finire della notte, con stupore videro Gesù che camminava sull’acqua. “I Discepoli furono sconvolti e dissero: È un fantasma. Ma Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (v.27).
Particolarmente confortante fu questa affermazione di Gesù che ha confermato ai discepoli la sua presenza, anche se in una circostanza così fuori dell’ordinario. Gesù oggi ripete anche a noi: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”. Anche noi siamo in mezzo a tante difficoltà e abbiamo bisogno di prendere coscienza che non siamo soli, ma rassicurati della provvidenziale sua presenza.
Piena fiducia
Alla parola confortante di Gesù, Pietro ha voluto una conferma: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque” (v.28). Pietro non si è fidato della parola di Gesù e questa è stata una mancanza di fede, non ha creduto al valore, all’autorità , all’efficacia della Parola di Gesù. Alla richiesta di Pietro, Gesù ha risposto con una sola parola: “Vieni”, una parola, un comando che ha concesso a Pietro la capacità di scendere dalla barca e di camminare sulle acque senza affondare. Misterioso fu per lui stesso questo fenomeno fino a quando però, anziché fidarsi e obbedire alla parola di Gesù, si è lasciato prendere dalla paura del forte vento e da quel momento ha cominciato ad affondare. Questa è stata la conseguenza della sua mancanza di fede. Spaventato Pietro alzò il suo grido: “Signore, salvami, e subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?” (vv.30-31). Ecco cosa vuol dire avere o no fede. È naturale per tutti, quando siamo in un momento di pericolo, gridare, chiedere aiuto, ma in questa circostanza, Pietro aveva la Parola di Gesù che lo rassicurava. In questo caso è proprio mancata la fiducia nella persona di Gesù.
Saper ricominciare
Quello che è avvenuto per Pietro è facile che sia avvenuto o che avvenga anche per noi. Siamo persone limitate e fragili, per cui non c’è da meravigliarsi se a volte manchiamo di fiducia in Gesù. Nella vita quello che conta è avere l’umiltà e il coraggio di ricominciare. Se ci presentiamo a Gesù e con fiducia invochiamo il suo aiuto, Egli nella sua infinita misericordia tende anche a noi la sua mano e ci salva. Gesù ci vuole veramente bene e non si scandalizza della nostra povertà spirituale, quello che a noi chiede è di credere nella sua presenza che mai ci abbandona: “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt.28,20). Maria ci tenga per mano.
