Commento al Vangelo di Matteo 14,17
“GLI RISPOSERO: QUI NON ABBIAMO ALTRO CHE CINQUE PANI E DUE PESCI. ED EGLI DISSE: PORTATEMELI QUI” (Matteo 14,17)

Dopo aver udito del martirio di Giovanni Battista, Gesù si ritirò nel deserto. La gente lo ha cercato e alla fine Gesù si è trovato davanti una grande folla. “Ebbe compassione e guarì i loro malati”. Fa riflettere l’attenzione e la sensibilità che Gesù ha manifestato verso quelle persone. Gesù ci ama veramente, siamo noi incapaci di comprendere quanto e come siamo amati. Gesù dopo aver predicato e donato la sua Parola a quelle persone, fu esortato dai suoi discepoli a congedare la folla, anche perchè molti abitavano lontano e sul posto non era possibile comprarsi da mangiare. Gesù è intervenuto compiendo un grande miracolo sui cinque pani e due pesci che gli avevano presentato, “Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla” (v.19). Miracolosamente quei cinque pani e due pesci, sono bastati per tutti e, come è scritto, quelli che ne mangiarono erano circa cinquemila uomini senza contare le donne e i bambini. Davanti a un evento così grande e concreto, è comprensibile la grande meraviglia e lo stupore dei presenti.
La fede
Ieri, oggi e sempre dobbiamo avere il coraggio di verificare quale è la nostra fede, fiducia in Gesù. Con umiltà prendiamo atto dei limiti che abbiamo; tante cose possiamo conoscere e fare, ma non tutto! Perchè allora di fronte a realtà che superano la nostra mente non ci arrendiamo? Gesù è Veramente presente in quell’Ostia Consacrata. Dio è nostro Padre e Lui è il Creatore del cielo della terra e di tutte le cose visibili e invisibili. Lo Spirito Santo continua la sua azione Pentecostale. Prendiamo coscienza di quello che siamo, in forza del Battesimo siamo veramente figli di Dio e con Maria la nostra cara mamma celeste. Non dimentichiamo la testimonianza di tanti Santi e Martiri che ci hanno preceduto e che ancora sono fra noi. Stiamo attenti a Satana che continua ad offuscare l’Amore che Gesù ha per ciascuno di noi. Quando ci troviamo di fronte a realtà soprannaturali che non sappiamo comprendere, è quello il momento di ripetere a noi stessi: non capisco, ma credo!
Riconoscenza e amore
Come persone, è importante prendere coscienza che Dio Creatore ci ha fatti a sua immagine e somiglianza. Gesù con la sua missione di Verbo Incarnato ci ha salvati ed ha riaperto le porte del Paradiso. Lo Spirito Santo continua nel tempo ad essere Luce per capire e Forza per fare. Come possiamo dimenticare questi interventi così reali e concreti che hanno segnato e ancora agiscono nel nostro Cammino? Ecco perchè dovremmo insieme esprimere tutta la nostra riconoscenza per il bene ricevuto. Non basta però un semplice atto di ringraziamento, ma esprimere con sincerità il nostro grazie con l’obbedienza ai Comandamenti e a tutto quello che il Vangelo ci dice. All’obbedienza è importante poi unire il proposto di impegnarsi nella carità ; in primo luogo amando il prossimo, perchè come dice San Giovanni: “Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv.4,20). Un amore non fatto di parole, ma confermato con azioni concrete.
Maria, la nostra mamma, ci aiuti ad essere persone obbedienti e caritatevoli.
