Commento al Giovanni 20,28-29
“RISPOSE TOMMASO: MIO SIGNORE E MIO DIO! GESU’ GLI DISSE: PERCHE’ HAI VEDUTO, TU HAI CREDUTO; BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO” (Giovanni 20,28-29)

L’esperienza che Tommaso ha vissuto rimarrà per sempre impressa nella sua vita. Prima una grave mancanza di fede, negando la grande testimonianza che gli Apostoli gli avevano reso dicendo: “Abbiamo visto il Signore” (v.25/a). Sul momento questa notizia gli è sembrata così grande, da non poterla accettare; infatti, ha risposto più con emozione che con cattiveria. “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo” (v.25/b). Questa insistenza nel precisare così tanto il contenuto della sua negazione, conferma che ciò che ha detto era frutto anche di una forte emozione.
- Il richiamo di Gesù
Alla mancanza di fede dell’Apostolo Tommaso, Gesù stesso è intervenuto, non con parole, ma con una nuova apparizione: “Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi! Poi disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (vv.26-27). Una tale testimonianza poteva provocare un vero infarto. Tommaso non è svenuto, ma certamente avrebbe potuto rifiutare di mettere la sua mano nelle ferite della mano e del costato. Gesù ha chiesto proprio questo e cioè un contatto fisico con il suo corpo. La reazione dell’Apostolo fu come un grido carico di fede: “Mio Signore e mio Dio” (v.8).
- Credere per capire
Oggi noi tendiamo ad essere come Tommaso: Vorremmo vedere e toccare per capire. Gesù stesso ci esorta invece a procedere in modo diverso e cioè: Credere per capire, avere cioè fiducia piena nella sua Parola, senza quella pretesa che Tommaso ha voluto avere. Al significativo atto di fede di Tommaso, Gesù così ha risposto: “Perchè mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (v.”9). Queste sante parole di Gesù sono per noi un forte richiamo e una vera consolazione. Se abbiamo fiducia nella Parola di Gesù, senza la pretesa di vedere e di toccare,raggiungiamo la santità. Questo è ciò che siamo chiamati a mettere in pratica come Cristiani.
- La presenza di Gesù nell’Eucaristia
Oggi abbiamo fra le mani un miracolo vivente: l’Eucaristia. Quell’Ostia che vediamo davanti ai nostri occhi è il corpo di Gesù, nascosto sotto i veli di quello che prima era soltanto pane. Molti sono i miracoli che confermano la presenza di Gesù in quell’Ostia bianca. Da considerare che la conferma della presenza di Gesù nell’Eucaristia è stata data non solo da coloro che nella Chiesa hanno l’autorità di farlo, ma anche dalla scienza a cui più volte i frammenti di quell’Ostia sono stati sottoposti a rigorosi esami scientifici. Ogni persona è libera di pronunciarsi come vuole, ma la parola della Chiesa, sostenuta dalla testimonianza di tanti Santi, ci presenta con immensa gioia la verità dell’Eucaristia anche con solenni canti: “In quell’Ostia consacrata sei presente o Gesù mio, vero uomo e vero Dio“.
Con Maria, nostra cara mamma, ringraziamo Gesù per la sua presenza fra noi.
